“La discussione circa il rilancio di Gaia è totalmente estranea ai numeri della società”. Così il Sindaco di Tresana Matteo Mastrini interviene sul rilancio di Gaia all’indomani della nomina dei nuovi vertici: “Nell’ultimo bilancio i debiti verso le banche ammontavano a 45 milioni di Euro, verso i fornitori a 46 milioni, verso i Comuni a 61 milioni, i debiti tributari a 6 milioni, i debiti verso istituti di previdenza ad 1 milione per un totale di 191 milioni di Euro. Ciò a fronte di un valore della produzione di 90 milioni: un’impresa con i conti di Gaia sarebbe stata dichiarata falllita”. Sulle soluzioni Mastrini alza il tiro: “Parlare di porre fine ai distacchi per morosità incolpevole è giusto, ma l’acqua è un bene disponibile in natura quindi non è possibile pensare ai distacchi in senso assoluto. La verità è che i Partiti di sinistra, ad inizio anni ’90, hanno pensato a trasformare questi beni in un business attraverso la creazione delle partecipate”. Sulle prospettive Mastrini rilancia la gestione diretta: “L’obiettivo non può e non deve essere quello di ottenere da Gaia condizioni migliori, ma uscire da Gaia. L’unico che ha una linea condivisibile è Egidio Pedrini, che ha individuato nella gestione diretta la forma più equa:noi non vogliamo pagare nessuno Presidente, nessun Cda, nessuna spesa superflua. Purtroppo Tresana ha più di 1.000 abitanti e per uscire dobbiamo verificare il Collegato ambientale: stiamo lavorando per valutare se sussistano le condizioni tecniche. Faremo il possibile per abbandonare questo carrozzone”.